I pirati dell’Oceano Rosso. Recensione Vol. 2 dei Bastardi Galantuomini

Copertina I pirati dell'Oceano Rosso

4.5

Personaggi

4.5/5

Ambientazione

5.0/5

Trama

4.0/5

I pirati dell’Oceano Rosso, Trama.

Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato.

Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri? e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte.

Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani, su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo.

Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare?

«Ma il secondo mandato è questo: i ricchi ricordino
«Ricordino cosa?»
«Che non sono invincibili. Che le serrature si possono scassinare e i tesori si possono rubare. Nara, Signora delle Malattie Onnipresenti, manda le malattie tra gli uomini affinché essi non dimentichino mai di non essere dei. Noi siamo qualcosa di simile per i ricchi e potenti.»

Cover articolo I pirati dell'Oceano Rosso

La cosa che mi piace di più nel leggere storie è il fatto di poter guardare il mondo con occhi diversi, da altri punti di vista. Ti permette di lasciare te stesso per un po’ e migrare altrove. Entrare nella mente di persone completamente diverse da te. Magari con alle spalle un background culturale a te sconosciuto. Leggere storie è un po’ come viaggiare. Ti permette di conoscere posti nuovi, culture diverse, una moltitudine variegata di persone e ti apre la mente.

Ecco, il secondo libro della Saga dei Bastardi Galantuomini, come anche il primo, mi ha concesso un viaggio che altrimenti non avrei mai potuto intraprendere. Mi ha permesso di visitare un mondo, sì fantastico, ma così vivo da sembrare reale. Ma ciò che ho amato di più è stato poter entrare nella mente di Locke Lamora. Di osservare il punto di vista particolare che ha sul mondo. Le motivazioni che si nascondono dietro le sue gesta da ladro. Certo, gesta illegali, opinabili, però Lynch, con Locke, ha voluto creare un personaggio fondamentalmente giusto. Un personaggio umano, contradditorio, ne I pirati dell’Oceano Rosso molto più turbato, e soprattutto incapace di ignorare le ingiustizie, tantomeno quando a commetterle sono i ricchi e potenti. Quelle persone che si credono intoccabili, divinità sulla terra. Spinto dal proprio credo, Locke non può fare a meno di agire in situazioni come queste, per ricordare loro che, in fin dei conti, sono soltanto umani.

Rispetto a Gli inganni di Locke Lamora, questo secondo capitolo ci permette di entrare ancor di più in intimità con la psiche del ladro. Ci permette di spogliarlo da tutti i fronzoli e i travestimenti che lui è così abile a creare, per guardarlo davvero. Verso la fine del primo libro, si era già intravista la vera natura di Locke, le sue debolezze e i suoi punti deboli, ma con I pirati dell’Oceano Rosso, questo viene amplificato all’ennesima potenza.

Tra isole a forma di rosa, mari in tempesta, sole, pirati e vascelli, Lynch ci concede un viaggio nell’animo umano. Ci dà la possibilità di riflettere su come le apparenze molto spesso ingannano. Ci ricorda che l’amore è l’arma più forte che abbiamo, in grado di farci compiere l’impossibile. Ci dimostra come l’amicizia, quella vera, sia qualcosa che va ben oltre qualsiasi legame di sangue.

I pirati dell’Oceano Rosso è un romanzo che rispetto al suo predecessore soffre un po’. Seguendo la tendenza del primo volume, la storia ingrana lentamente, forse più lentamente de Gli inganni di Locke Lamora, e si dovranno toccare le trecento pagine per sentirsi finalmente coinvolti emotivamente. Sebbene la scrittura di Scott Lynch, proseguendo il trend iniziato nella fine del primo libro, migliora moltissimo, ancora si perde in lunghe digressioni sul mondo che ha creato. In descrizioni completamente distaccate dalla narrazione, a volte tanto invasive da spezzare il flusso della lettura. Alcune volte risulta forse troppo asettica e non ha la giusta forza emotiva per coinvolgere i sentimenti del lettore, tuttavia gli si deve riconoscere che è stato abile nel ricostruire la vita piratesca.

Arriva cruda e reale al lettore. Lynch si destreggia bene tra la giungla di termini tecnici che utilizza per aumentare il realismo della navigazione in mare. Come lui stesso sottolinea a fine libro, si è preso la libertà di apportare “alterazioni”, “corruzioni” e “storpiature”. Di questo si scusa con tutti i lettori, augurandosi però di essere riuscito a far sembrare il mondo che ha inscenato reale e, per quanto mi riguarda, ci è riuscito eccome. Non sapendo nulla di navigazione e del gergo marinaresco, se Lynch non avesse scritto questa postfazione non avrei mai dubitato della veridicità dei tecnicismi da lui usati.

La vita in mare è ben descritta e raccontata. Viviamo in prima persona il trauma di Locke di ritrovarsi in un ambiente ostile e che gli è completamente estraneo. Forse proprio questa situazione non ha permesso al nostro ladro protagonista di brillare come nel precedente libro. La sua intelligenza e furbizia, in un mondo tanto diretto e violento, è per gran parte del romanzo inutile. Al contrario di Jean che ha modo di brillare come una supernova. Un personaggio abile nel combattimento come lui viene esaltato in un contesto come questo ed è subito evidente. Se Locke fa fatica a integrarsi e a sentire sua la vita piratesca, non si può dire lo stesso di Jean.

I pirati dell’Oceano Rosso è come il suo predecessore un romanzo crudo, duro, reale e sicuramente degno di essere letto, soprattutto se il primo libro è stato apprezzato.

Personaggi

Questo secondo romanzo de La Saga dei Bastardi Galantuomini trova il suo punto di forza proprio nei personaggi. Partendo con Locke e la possibilità che Lynch ci concede di conoscerlo meglio, proseguendo con Jean che si dimostrerà molto più del semplice sottoposto del garrista Locke Lamora e concludendo con le nuove conoscenze piratesche e i nuovi antagonisti Requin e l’Arconte, ben caratterizzati, soprattutto il primo che è stato capace di stupirmi sul finale del romanzo.

Ambientazione

Come avevo sottolineato nella recensione de Gli inganni di Locke Lamora, Scott Lynch ha creato un mondo vastissimo, super vivo, pregno di storie che possono raccontarsi da sole. Se nel primo libro ci eravamo limitati a veleggiare (per rimanere in tema) nella città di Camorr, ne I pirati dell’Oceano Rosso ci muoviamo molto di più. Da Tal Verrar, a Salon Corbeau finendo a Porto Prodigo, la patria dei pirati, avremmo la possibilità di approfondire ancora di più il mondo e le storie che Lynch ha creato e nel quale e sulle quali l’autore fa muovere i personaggi.

Trama

Se avevo definito fenomenale l’intreccio del primo volume, non posso dire esattamente la stessa cosa per questo sequel. Con ciò non sto assolutamente dicendo che la storia non è grandiosa, attenzione, ma di sicuro non all’altezza della prima. Si sente la mancanza di un antagonista tanto carismatico quanto lo era il Re Grigio e, per quanto il finale sia d’effetto, non abbiamo colpi di scena eclatanti come quelli disseminati nel primo volume. Bella l’idea di inserire un flash forward nel prologo e curioso anche il finale dolce e amaro con cui Lynch ci congeda.

Ringrazio ovviamente la Oscar Mondadori per l’opportunità di leggere questa storia e, ancora una volta, ringrazio The Golden Reader per il mondo splendido con cui sta portando avanti questo bellissimo Review Party. Per le recensioni in uscita oggi e nei prossimi giorni, vi lascio qui sotto il calendario.

Calendario del Review Party

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