Fidanzati dell’Inverno. Recensione de L’Attraversaspecchi vol 1

Scritto da Antonio Agostinacchio

20 Mag, 2020

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Il mio voto

(4/5)

Fidanzati dell’Inverno, Trama

In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra, vive Ofelia. Originaria dell’arca “Anima”, è una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.

«I giorni tranquilli per Ofelia stanno per finire. Le decane di “Anima” hanno deciso: dovrà sposarsi e lasciare il suo museo. Ma non con chi vuole lei e neanche con qualcuno dell’arca in cui vive, Anima. Il marito le è stato già scelto e viene da un posto lontano, il Polo. Riuscirà Ofelia ad abituarsi al freddo inospitale dell’arca natale del suo futuro marito, oltre che alla vita di corte e al burbero quanto taciturno uomo che le è stato affibbiato?»

Eccoci con una nuova recensione. Oggi godremo della compagnia di Fidanzati dell’Inverno volume primo della quadrilogia dell’Attraversaspecchi di Christelle Dabos. Fantasy Steampunk edito in Italia da Edizioni E/O, su cui Le Monde si è espresso dicendo: «Il successo transgenerazionale della saga L’Attraversaspecchi pensata per i giovani, ha sedotto anche gli adulti.».

Ebbene, io non posso definirmi vecchio, ma neanche adolescente, eppure questa saga, almeno fin ora, non mi è dispiaciuta affatto. Sì, perché la Dabos è riuscita a creare un mondo spaventosamente originale e intrigante. Un mondo che si possa dire sia, a tutti gli effetti, un proseguimento del nostro. Formato da 21 arche, che come gigantesche isole fluttuano tra le nuvole, è governato dagli Spiriti di Famiglia, esseri semi-divini dai poteri strabilianti a capo delle arche. Ognuno di questi ha un potere specifico che ha tramandato alla sua progenie, ovvero agli abitanti dell’arca che governa. Perciò, nella saga dell’Attraversaspecchi, quasi tutti, se non tutti, hanno un potere la cui natura varia in base alla discendenza di appartenenza.

Attraverso gli occhi di Ofelia, unico punto di vista dell’intero romanzo, ci ritroveremo a viaggiare su due arche durante questo primo libro: ad Anima, la sua terra natale da cui parte la narrazione e il Polo, la terra fredda a cui appartiene il suo promesso e burbero sposo: Thorn.

La scrittura dell’autrice ci permetterà di vivere tutti i conflitti della protagonista. Il dispiacere nel dover lasciare il museo che gestiva e la sua famiglia, la rabbia verso le decane che decidono per lei senza lasciarle scelta, la paura dell’ignoto per il nuovo posto in cui sarà costretta a trasferirsi, le difficoltà nell’ambientarsi nella nuova realtà, e la confusione che l’enigmatico Thorn instilla in lei.

Scopriremo passo dopo passo le usanze del Polo: quanto le apparenze siano importanti tra i nobili; la struttura eliocentrica della corte intorno a Faruk, smemorato e annoiato Spirito di Famiglia le cui bizze fanno tremare ogni suo discendente, e impareremo a odiare e apprezzare tutti quei personaggi che affiancano Ofelia. Abbiamo citato Thorn, ma nel suo viaggio l’accompagnerà la madrina, Roseline, Berenilde zia di Thorn e anche il valletto Renold e la meccanica Galea, oltre a tutti gli altri personaggi secondari come l’affascinante Archibald.

Devo dire che la storia l’ho trovata molto piacevole e abbastanza accattivante da spingermi ad andare avanti. Nel complesso mi è parso piuttosto convincente. Ma adesso analizziamo alcuni aspetti.

I Personaggi

Pur considerando che l’intera narrazione segue il solo punto di vista di Ofelia, devo dire che tutti i personaggi mi sono arrivati piuttosto bene. Sensazione sicuramente rafforzata dal fatto che le caratteristiche di ognuno vengono messe ben in risalto, delle volte quasi all’eccesso. Eppure, con tutto ciò, non sono noiosi, né piatti. Ognuno ha dei conflitti interni, chi più celati, chi meno, che ne guidano le azioni.

Ambientazione

Come detto all’inizio, l’ho trovata molto accattivante. Grazie anche alle descrizioni ben calibrate, sia dell’ambiente che del vestiario e usanze, si riesce quasi a respirare l’odore della corte, come il freddo del Polo o il calore umano di Anima (nello specifico della famiglia di Ofelia). Ho apprezzato la grande fantasia della scrittrice che ha saputo unire benissimo la visione che aveva del mondo, con i poteri presenti su ogni arca.

Intreccio e Trama

Davvero molto piacevole, a mio avviso. Fatta di drammi personali, avventura, sentimenti contrastanti e personaggi avvolti dal mistero, è riuscita, passo dopo passo, a portarmi fino alla pagina finale. I colpi di scena ci sono, anche se non eclatanti e ciò non ha fatto altro che confermare in me l’idea che questo primo volume sia stato un grosso prologo per il resto della storia.

In conclusione: consiglio Fidanzati dell’Inverno? Sì, lo consiglio. Specialmente per la sua leggerezza di lettura. In questo senso il punto di vista singolo aiuta ed è perfetto soprattutto per coloro che non amano letture troppo complicate.

Se puoi interessarti ho fatto la recensione de Gli Scomparsi di Chiardiluna e la recensione de La Memoria di Babel.

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